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Nel Bilancio 2015 di AL, chiarezza su debiti, crediti e attività

In relazione al comunicato diffuso dal senatore Petrocelli, Acquedotto Lucano precisa quanto segue:

 

-       Gli strumenti finanziari derivati adottati da Acquedotto Lucano risalgono ad oltre dieci anni fa: infatti furono sottoscritti nel 2006 con la Banca Nazionale del Lavoro e con San Paolo Banco Napoli (quest’ultimo rinegoziato nel 2009) e furono  deliberati dai consigli di amministrazione all’epoca in carica in quanto operazioni di copertura del rischio di rialzo dei tassi di interesse e non per finalità speculative. L’Amministrazione attualmente in carica, a fine dicembre 2015 - in considerazione delle novità normative in materia di strumenti finanziari derivati - ha incaricato un legale di comprovata affinché accerti le caratteristiche del contratto in essere con il Banco Napoli e l’eventuale eccessiva onerosità; nel gennaio scorso, la Società ha intimato all’istituto di credito la restituzione degli importi versati e l’annullamento del contratto. Attualmente è in corso una mediazione secondo termini di legge per un’equa definizione delle richieste di parte.

 

-       Dei 378 dipendenti in forza ad Acquedotto Lucano, soltanto 6 sono dirigenti, ovvero uno ogni 63 dipendenti: un rapporto notevolmente al di sotto rispetto alla Pubblica Amministrazione e ad aziende dello stesso settore.

 

-       Acquedotto Lucano ha stretto con Sace Factoring (società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti) un rapporto di collaborazione particolarmente proficuo, in base al quale può usufruire di tassi nettamente inferiori a quelli normalmente praticati dagli istituti di credito, con un risparmio quantificabile in oltre il 2 per cento  annuo sugli interessi. Si tratta, peraltro, di una mera anticipazione dei crediti maturati e maturandi verso la Regione. Detti crediti, altro non sono se non il contributo della Regione Basilicata in favore degli utenti per il contenimento del costo della bolletta ed in particolar modo delle famiglie disagiate.

 

-       Come correttamente riportato nel comunicato, al 31 dicembre 2015 i debiti ammontano a 192 milioni di euro, mentre i crediti ammontavano a 163 milioni di euro. Abbiamo già detto dei crediti vantati nei confronti della Regione, ed Acquedotto Lucano ha più volte pubblicamente sollevato la questione della morosità di enti e consorzi, oltre che di utenze private. Rispetto ai 56 milioni di euro riportati a bilancio quali crediti nei confronti degli utenti lucani (maturati nel corso di 13 anni), occorre specificare due aspetti essenziali di questa somma così come riportata: essa non include la svalutazione dei crediti per complessivi 18 milioni di euro; a fine dicembre 2015 è stata effettuata una emissione di bollette per circa 16 milioni di euro, con scadenza il mese successivo. Pertanto, a ben guardare il credito nei confronti degli utenti lucani è di poco superiore a 30 milioni di euro, una cifra in linea con quella fatta registrare dagli altri gestori del Mezzogiorno, così come peraltro certificato dall’Autorità Nazionale per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio idrico Integrato (AEEGSII).

 

Tutte le informazioni di cui sopra, sono reperibili nel bilancio di Acquedotto Lucano e pubblicate sul sito internet della Società. 


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